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Omicidio Pierina Paganelli: 5 piste alternative dopo assoluzione Dassilva
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Omicidio Pierina Paganelli: le 5 piste alternative dopo l’assoluzione di Dassilva

Pierina Paganelli di Rimini

Louis Dassilva è stato assolto per il caso dell’omicidio Pierina Paganelli: le 5 piste alternative che sono state trascurate sulla vicenda.

Con grande sorpresa, il caso dell’omicidio Pierina Paganelli, la 78enne di Rimini uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage del suo condominio di Via del Ciclamino, ha visto Louis Dassilva, già in carcere per l’assassinio, essere assolto dai giudici. Una situazione inaspettata che sarebbe frutto, anche, di alcune piste alternative non valutate.

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Omicidio Pierina Paganelli: piste alternative decisive per assoluzione Dassilva

Dopo circa 16 ore di Camera di Consiglio, i giudici che si sono occupati del caso dell’omicidio Pierina Paganelli hanno deciso per l’assoluzione di Louis Dassilva. Una decisione che, per certi versi, ha spiazzato i presenti e persino il diretto interessato che è scoppiato in lacrime per la gioia. A “salvarlo”, il lavoro della difesa e le 5 piste alternative che, secondo i suoi legali, la Procura non ha valorizzato.

Sebbene le motivazioni della sentenza verranno rese pubbliche solo nei prossimi giorni, entro 90, è possibile comprendere già da subito cosa abbia portato a questa scelta. “Abbiamo evidenziato l’esistenza di piste alternative“, ha fatto sapere Andrea Guidi, l’avvocato del 35enne senegalese. Lo stesso legale, in aula, aveva citato la sentenza di Appello di Stasi per il delitto di Garlasco e aveva sottolineato come fosse complicato giudicare Dassilva “oltre ogni ragionevole dubbio”.

Le 5 piste alternative sul delitto

A proposito delle piste alternative, è Repubblica ad aver fatto un focus preciso sull’argomento sottolineando come la difesa abbia elencato almeno 5 situazioni che andrebbero indagate per risolvere il caso. Nello specifico si tratterebbe del box, della telecamera, della porta tagliafuoco, del DNA e del capello trovato nella bocca della vittima.

La prima pista fa riferimento al rumore di una porta tagliafuoco che si chiude alle 22.14. Secondo la telecamera del box auto adiacente a quella di Pierina. Si tratta della stessa che registra l’omicidio in diretta e che consente di sentire le grida della vittima. Urla prima molto forti e poi più deboli in quanto quella porta, ad un certo punto, si è chiusa durante l’aggressione.

“Un minuto dopo la fine dell’aggressione c’è un rumore che i periti attribuiscono alla chiusura di una porta tagliafuoco diversa da quella del civico 31. Là sotto ci sono altre sette uscite, perché quei garage uniscono 8 palazzine. Quindi la nostra idea è che l’assassino sia andato nei corselli e sia poi uscito in prossimità del civico 17. In una zona che dà sui campi, e da lì si sia allontanato”, ha fatto sapere l’avvocato Guidi a Repubblica spiegando come, a detta sua, non sia “stata indagata la possibilità che questa persona si sia allontanata da una uscita diversa, rispetto a quella del box di Pierina”.

Un altro aspetto riguarda la sera del delitto e l’analisi dei telefonini di Loris Bianchi, Manuela Bianchi e Giorgia Saponi. Quella sera erano a cena insieme a casa di Manuela ma il racconto della nipote, cambiato, non aveva convinto. Giorgia aveva detto che lo zio era uscito di casa alle 22 salvo poi correggersi.

Un’altra pista riguarda la macchia di sangue. Questa è stata trovata nel box di Manuela Bianca che non sarebbe mai stata analizzata e il tragitto di Loris Bianchi per tornare a Riccione con il mistero sul contapassi.

Infine c’è il Dna maschile (di maschio 3). Questo è stato trovato sul corpo della donna che andrebbe collegato a un capello scuro lungo scoperto nella bocca di Pierina. Non risulta essere né di Dassilva né di Bianchi.

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ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026 9:08

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